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Stagione 2026-2027

CALENDARIO DEGLI SPETTACOLI TEATRALI

DAL 1 AL 4 OTTOBRE 2026
SENZA FINE
QUANDO I POETI CANTANO

da Kurt Weill a Mia Martini

Di e con Gianni De Feo
Testi poetici di Roberto Rinaldi
Arrangiamenti musicali di Adriano D'Amico
Una Produzione: Florian Metateatro

Poesia e canzone vivono all'unisono, oscillando tra realtà brucianti e sogni, tra consapevolezza e illusione.

Si parte dal kabarett berlinese, spazzato via dagli eventi bellici: la voce malinconica di Marlene Dietrich, icona di libertà; quella graffiante di Bertolt Brecht, che ironizza sulla stupidità dei potenti; Kurt Weill, ebreo in esilio, che con Youkali Tango ci accompagna verso l'isola dei sogni che non esiste.

Da questo quadro storico emergono i Poeti Cantori italiani: Fabrizio De André, che restituisce dignità agli ultimi della terra; Bruno Lauzi e il suo uomo comune, goffo ma poeta; Luigi Tenco, lucido e feroce; Dalida, malata d'amore; Brecht ancora, sulla voce di Milva. Il cerchio si chiude con il grido di Mia Martini e la solarità di Vinicius de Moraes, che invita ad accogliere il poeta che vive in ognuno di noi.

Un filo narrativo invisibile lega questo caleidoscopio di canzoni d'autore e canzoni di guerra, con arrangiamenti originali e frammenti poetici in voce off, per un ascolto "ad occhi chiusi".

Perché gli artisti vivono là dove i poeti cantano.

Dal 6 all’11 ottobre 2026
OLTRE LO SPECCHIO
di Compagnia Australe, Noemi Miranda, Federico Dioguardi, Matteo Fasanella
con: Nunzia Ambrosio, Antonio Buonocunto, Carmelita Luciani, Lorenzo Martinelli
Regia: Matteo Fasanella
Una Produzione Australe Studio

Torna dopo il grande successo della scorsa stagione.

Meglio essere perfetti o essere felici?

È questa la domanda che Marco, Chiara e Giulia sono costretti a farsi mentre sono oberati di lavoro nella loro agenzia di marketing, un luogo dove la bellezza è strategia, performance e potere.
Nel loro mondo ogni cosa è misurata. Bisogna essere impeccabili. Desiderabili. Sempre all’altezza.
Vendono perfezione per vivere ed intanto inseguono la propria.

Ma quando il sistema che controllano inizia a comportarsi in modo imprevedibile, qualcosa si incrina, sono costretti a guardarsi davvero allo specchio.
Oltre lo Specchio è uno spettacolo contemporaneo e provocatorio sull’impatto che l’ossessione per l’apparenza ha nella nostra società. Una riflessione potente su quanto il valore personale venga confuso con l’immagine.

Perché forse la vera rivoluzione non è essere perfetti ma scegliere di essere umani.

Dal 15 al 18 ottobre 2026
VISIONI
Scritto e diretto da Maria Letizia Chezza e Luca Falleri
con: Maria Letizia Chezza, Dalila Di Palma, Luca Falleri, Pasquale Martinazzo, Irene Macuz
Una Produzione: Storie di Piazza

“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni o degli incubi? Cosa fa bruciare la vostra candela?”

Shakespeare incontra il folklore salentino e dell'alta Valle del Tevere, in un percorso guidato dalle carte dei tarocchi. Uno spettacolo che unisce teatro di prosa e fisico, musica e canti corali, dove cinque giovani attori narrano le storie di chi non ha potuto amare senza annegare: misticismo, leggende ed elementi folclorici che raccontano le paure e i sogni dell'umanità.

È il pubblico a dirigere gli attori, scegliendo quale carta girare e determinando così il susseguirsi delle storie, in uno spazio scenico in continuo mutamento tra maschere, oggetti e tappeti sonori dal vivo.

Il testo nasce dalla ricerca sulle figure archetipiche comuni al folklore di queste terre e alla poetica shakespeariana, tradotta negli arcani maggiori dei tarocchi illustrati da Dalila di Palma.

Dal 22 al 25 ottobre
e dal 28 ottobre al 1 novembre 2026
VOYEURS
di Luigi Amendola
Regia e drammaturgia musicale Mauro Toscanelli
con Fabio Fantozzi, Masaria Colucci, Francesco Perinelli, Titti Cerrone, Massimo Napoli, Adriano D'Amico, Roberta Bobbi
e con le coreografie di Silvia De Fabiis
Una Produzione MELANCHÒLIA TEATRO

In una strada di periferia confluiscono alla spicciolata una masnada di passanti, ognuno fortemente caratterizzato dal ruolo che riveste nella società civile: una donna peripatetica ansiosa, un ubriaco laido e alla deriva, una prostituta, un giornalista a caccia di scoop, un domatore, un vigile del fuoco e una donna militante a salvaguardia della morale pubblica.

Sono sette microcosmi che, pur trovandosi casualmente nello stesso tratto di strada, non riescono a interagire autenticamente tra loro, ciascuno chiuso nel proprio individualismo e nel proprio “sbrodolamento” dialettico.

Reciprocamente sconosciuti, si trovano a dover fronteggiare insieme un evento apparentemente tragico: un uomo (o forse una donna) sembra volersi suicidare sospeso sul cornicione di un palazzo adiacente.

Ci si aspetterebbe una coesione tesa a evitare la tragedia; eppure ognuno resta pressoché indifferente, impegnato com'è a parlarsi addosso, tra sofismi e assurdi dialoghi esistenziali.

Il testo di Luigi Amendola, scritto negli anni '90, è lo specchio tragico della società odierna — dove nulla è cambiato — in cui individualismo, egoismo e incomunicabilità empatica imperano in un mare di indifferenza collettiva.

Dal 5 all’8 e dal 12 al 15 novembre 2026
NAKED
Studi Nudi di Improvvisazione Teatrale
Con Patrizio Cossa e Fabrizio Lobello
Regia Giorgia Giuntoli
Una Produzione AST COMPANY

Due attori, un luogo, cinquanta minuti a disposizione. Naked è uno spettacolo sperimentale di improvvisazione teatrale, nato dall'esasperazione del lavoro dell'attore: niente costumi, niente quarta parete, niente scenografia. E si spinge oltre: non c'è testo scritto, tutto è rigorosamente improvvisato.

Ogni sera gli attori sono nudi con la propria capacità di creare personaggi e storie, senza rete di protezione né canovaccio. In scena non c'è altro che la vita — l'essenza delle relazioni moderne, sempre diversa, unica e irripetibile. Il pubblico assiste a una vera epifania: gli attori, a nudo con loro stessi, diventano al contempo interpreti, sceneggiatori, autori e registi.

Nato da anni di lavoro sul training attoriale e sulla narrazione improvvisa, Naked avvicina l'improvvisazione teatrale al piano sequenza cinematografico. In uno spazio scenico circolare che immerge il pubblico nella performance, con la sola presenza di due sedie, gli attori devono creare relazioni e personaggi immediati, senza possibilità di modificarli nel tempo a disposizione.

dal 18 al 22 novembre 2026
NARCISO SUPERSTAR

liberamente tratto dal romanzo omonimo di Giorgio Gigliotti

con: Tiziano Di Sora e Francesco Giannotti
Adattamento e regia: Guido Lomoro
Coreografie e movimenti scenici: Maria Concetta Borgese
Danzatrici: Sara Ferrigno, Virginia Picchi

Narciso ha 18 anni e lascia la provincia calabrese per attraversare gli anni 80 e poi 90: prima New York, poi Roma, in una corsa che è insieme scoperta, vertigine e alternanza di momenti tormentati e felici. La scoperta della grande città, gli eccessi della notte, gli amori, la nascita di un figlio, il passaggio a Roma e alla stagione della new wave, tra arte, musica, sesso: un decennio che per molti fu affermazione, per altri distruzione — segnato anche dall'AIDS — ma che in ogni caso ha lasciato un segno indelebile, grazie anche a Narciso stesso.

Lo spettacolo si costruisce sull'intreccio di parola, danza e immagine: due interpreti danno corpo e voce al protagonista Narciso e a L'Altro che rappresenta la sua voce interiore, il suo doppio. Due danzatrici traducono in movimento la città, il tempo e le pulsioni che attraversano la storia. Le immagini scandiscono il passaggio tra epoche e luoghi dialogando con parola, luce, musica e coreografia in un ritmo che alterna euforia, provocazione, sospensione e intimità emotiva.

dal 26 al 29 novembre 2026
DON CHISCIOTTE
di Adriano D’Amico
con: Adriano D’Amico, Claudio Panzironi, Caterina Mattia
Regia: Jolanda D’Amico

Don Chisciotte, convinto di essere un “Cavaliere Errante”, si mette in viaggio, armato e risoluto, con l’unico intento di difendere i deboli e riparare i torti. Nella sua follia, trascina con sé il suo servo Sancio Panza, a cui promette fama e fortuna a patto che gli faccia da scudiero; scudiero che sarà la sua controparte razionale ma anche cassa risonante delle sue visioni. Don Chisciotte sente la necessità di dedicare a una dama le sue imprese, e lo farà scegliendo Pasquina, altra sua serva, da lui trasfigurata in una nobile dama ribattezzata Dulcinea. Malauguratamente le avventure sono scarsissime. La sua visionaria ostinazione o per meglio dire, la sua corroborante vocazione, lo spinge però a leggere la realtà con altri occhi. Inizierà quindi a scambiare i mulini a vento per giganti e greggi di pecore per eserciti nemici: li combatterà uscendone sempre rovinosamente sconfitto. Ma sarà l’averci provato e creduto e vissuto fino alla fine che rimarrà come lascito di un cavaliere d’altri tempi dall’indelebile nobiltà d’animo.

dal 13 al 16 novembre 2025
SOFT WHITE UNDERBELLY

tratto dal “Soft White Underbelly interviews and portraits of the human condition” by photographer Mark Laita

con Elena Biagetti, Ugo Caprarella, Alessia Ferrero, Emanuela Panzarino e Massimiliano Vado
drammaturgia, luci e regia Massimiliano Vado
Una Produzione Laros di Gino Caudai

Nasce dal progetto fotografico “Soft White Underbelly” dell'artista americano Mark Laita, che racconta con anticipo lo sterminio silenzioso delle classi più povere. Lo spettacolo lo trasforma in un'edizione teatralmente esportabile: un trattato sulla miseria umana, la mancanza di prospettive, le vittime del Fentanyl e la disoccupazione crescente — perché la stessa cosa sta iniziando ad accadere anche in Italia.

Il progetto nasce come documentario dedicato ai disagi estremi degli abitanti di Skid Row, il quartiere di Los Angeles popolato dai senzatetto: ogni storia viene raccontata attraverso tre interviste distanti nel tempo, che scavano senza pietà nelle fragilità e nelle motivazioni profonde di chi si è esposto ed è arrivato a cancellarsi come essere umano.

Rielaborati con gli interpreti in monologhi tratti da storie reali, questi racconti sprofondano negli incubi che nessuno vuole vedere — dal disagio esistenziale agli squilibri mentali — lasciando intravedere, oltre la disperazione, tutta la loro solitudine.

dal 17 al 20 dicembre 2026 e 31 dicembre
LIKE THE AVENGERS
una visione da “Il Ritratto di Dorian Gray” di: OSCAR WILDE
con: Carmelita Luciani, Lorenzo Martinelli, Matteo Fasanella, Diana Forlani, Sabrina Sacchelli, Nicolò Berti
e con: Guido Lomoro
Adattamento e Regia: Matteo Fasanella
Una Produzione Darkside E.T.S.

Un ambiente metafisico, che sembra essere la sala di un’esposizione surrealista, ospita l’imprevisto incontro di alcuni particolari individui. Chiara, una assai improbabile segretaria, li accoglie e li fa accomodare. Sembrano tutti essere lì alla ricerca di qualcosa, di qualcuno… una speranza, un’ipotesi di rinascitaemotiva e sociale. Le particolarità dei soggetti, si riveleranno tramite situazioni esilaranti e grottesche, lasciando trasparire un impellente bisogno di essere “smascherate”. Ma “l’incidente” dello stare insieme creerà un’insperata epifania. Come dei supereroi, sopravvissuti fino a quel momento alla tempesta dell’esistenza, proveranno a trovare insieme una nuova luce che li condurrà verso la speranza di una vita migliore. La forza dell’unione al tempo della disunione.

Like the Avengers racconta in chiave comica e spassosa quanto possa essere incredibilmente potente e rivelatore l’aprirsi al prossimo e il condividere le proprie debolezze e insicurezze.

Insieme è possibile… “ASSEMBLE!... LIKE THE AVENGERS! “

dal 14 al 17 gennaio 2027
ALTERS
Con Marianna Adamo e Matteo Fasanella
Drammaturgia e Regia Marianna Adamo
Musiche originali Alessandro D'Agostini
Una Produzione ORO Studios SRL

Una stanza spoglia in una REMS, Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza. Filippo e Nina si presentano: entrambi affermano di essere psichiatri chiamati lì per curare l'altro. Chi è “il pazzo”? Chi mente? Chi dice il vero?

Inizia un duello verbale serrato, un confronto intellettuale ed emotivo dove ogni certezza vacilla e il confine tra sanità e follia diventa sempre più labile. Attraverso colpi di scena progressivi e rivelazioni che ribaltano continuamente la percezione, lo spettacolo trascina il pubblico in un vortice dove vendetta e giustizia, colpa e innocenza, realtà e delirio si confondono fino all'esplosione finale.

La scenografia è radicale — un tavolo, due sedie, nient'altro — perché la forza dello spettacolo risiede interamente nelle performance: corpi, voci, sguardi e silenzi diventano l'unica scenografia necessaria. Un'indagine senza sconti sulla psiche umana, sulla memoria che si difende spezzandosi, sul trauma che frammenta l'identità, e sul prezzo esistenziale di essere “sano o pazzo”.

dal 21 al 24 e dal 28 al 31 gennaio 2027
LE INTERMITTENZE DELLA MORTE

liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Josè Saramago

con: Serena Borelli, Martina Grandin, Alessandro Moser
Regia: Valentina Cognatti
Una co-produzione Margot Theatre Company e Teatrosophia

 «Il giorno seguente non morì nessuno. Il fatto, contrario alle norme della vita, causò un enorme turbamento»

Un paese senza nome. 31 dicembre, scocca la mezzanotte: nessuno muore più. La gioia è grande, ma i problemi sono tanti — chi sulla morte faceva affari perde la sua fonte di reddito, e la chiesa si interroga sul proprio ruolo senza più uno spauracchio né bisogno di resurrezione.

Dopo sette mesi, la Morte, con fattezze di donna, annuncia con una lettera viola scritta a mano che riprenderà il suo lavoro. Da allora le lettere partono con cadenza regolare, avvertendo i destinatari della loro imminente morte. Ma una lettera tarda ad arrivare e viene rispedita più volte al mittente: è quella di un violoncellista solo e senza più speranze, e la Morte sarà costretta a consegnargliela di persona.

Come il romanzo, anche l'adattamento è diviso in due parti: la prima grottesca e dinamica, dove gli abitanti fronteggiano la sparizione della morte; la seconda, intima e onirica, segue le vicende della Morte, della Falce e del violoncellista.

dal 10 al 13 febbraio 2027
VISTA MARE
Scritto e diretto da Rosario Tronnolone
con: Stefano Licci e Cristiano Migali

Nel bar di un albergo di una località marittima di provincia, fuori stagione, di notte, due ex amanti si ritrovano, forse per caso, dopo due anni. Parlano, tacciono, tornano a porsi le stesse domande di sempre, come se gli anni trascorsi dalla separazione fossero passati invano, o non fossero passati affatto. Non troppo tempo prima si sono desiderati e odiati, hanno voluto morire e uccidere l’altro, si sono amati troppo, o forse troppo poco, certamente male. In questa notte sospesa forse tutto è ancora in gioco, l’amore sembra sopravvivere alla sua fine e continua a risuonare come una melodia malinconica. La violenza silenziosa dell’amore che non ha più un nome, che il tempo non serve a guarire.

dal 18 al 21 e dal 25 al 28 febbraio 2027
I FIGLI DEL POETA
(Giulietta, Romeo e gli altri)
con: Sabrina Sacchelli, Tiziano Di Sora, Bruno Petrosino, Gabriel Durastanti, Gennaro Russo
Regia: Guido Lomoro
Coreografie e movimenti scenici: Maria Concetta Borgese
Una co-produzione Teatrosophia e Laros di Gino Caudai

Verona, Montecchi e Capuleti, un amore che nasce dall'odio e finisce nella morte. La storia la conosciamo tutti. Ma cosa succede dopo, quando il sipario è già calato e gli applausi sono svaniti?

Giulietta, Romeo, Mercuzio, Frate Lorenzo e Baldassarre si ritrovano in un non-luogo senza tempo, sospesi tra la vita e la morte, uniti da un solo sentimento: la colpa. Chi è davvero responsabile della tragedia? Il destino, il caso, o le scelte — piccole e grandi — di ciascuno di loro? Uno alla volta si interrogano, si accusano, si assolvono, ricostruendo insieme i frammenti di una storia che credevano di conoscere fino in fondo.

Ma più andranno a fondo nel proprio dolore, più scopriranno di essere qualcosa di più della loro fine: sono parole, sono memoria, sono poesia. Sono figli del poeta che li ha creati — e attraverso di loro continua a vivere in ogni spettatore che li ascolta.

Uno spettacolo che intreccia parola, poesia e movimento per raccontare non solo un amore, ma il potere eterno di chi lo racconta.

dal 4 al 7 e dall’11 al 14 marzo 2027
SPARANO A MARIA
di Giuliano Compagno
Interpretato e diretto da Patrizia Schiavo
Una Produzione Compagnia Krypton in collaborazione con CNT Teatrocittà aps

Il lampo di eroismo di una donna che all'improvviso sente di appartenere a una bandiera, a un uomo, a dei figli che l'aspettano a sera. E che infine se ne va sola, lungo un sentiero tortuoso, a farsi appuntare una medaglia d'oro.

Una memoria di scena che trae spunto dalla straordinaria figura di Maria Plozner Mentil, portatrice carnica durante la Grande Guerra. Nella sola area carnica furono oltre mille e cento le donne a farsi carico di trasportare, con pesanti gerle, vettovaglie, armi e munizioni. All'alba di ogni giorno, con la neve alle ginocchia, coi bambini a casa ad aspettarle e i soldati in trincea, tormentati da topi, pidocchi e paura.

Rimasta sola coi suoi quattro figli mentre il marito combatteva sul Carso, Maria rispose all'appello dell'esercito per rifornire la prima linea. Il 15 febbraio 1916 fu colpita a morte da un cecchino austro-ungarico. Nel 1997 le fu conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Una memoria di guerra del passato che intende aprire interrogativi sul nostro presente di guerra.

dal 18 al 21 marzo 2027
LA STELLA
(il volo di Amelia)

Dal progetto Free Women Suite – Il coraggio delle donne in 7 carte teatrali, di Andrea Balzola e Beatrice Schiaffino

di Andrea Balzola
Con Beatrice Schiaffino
Regia Matteo Fasanella

 Amelia Earhart nasce in Kansas nel 1897, in un'epoca in cui le donne americane non hanno ancora diritto di voto. Rifiuta i canoni della sua epoca e scopre presto la sua vera passione: volare. Diventa un'icona di coraggio e indipendenza, prima donna a traversare l'Atlantico in aereo e poi a farlo in solitaria. Nel 1937, durante il giro del mondo, il suo aereo scompare sull'Oceano Pacifico e non se ne trova più traccia.

La narrazione teatrale si svolge in volo: Amelia rivela agli spettatori che il suo aereo non è mai stato trovato perché lei continua a volare intorno al mondo, come una stella nomade, una Fenice risorta dalle sue ceneri, un angelo con ali di metallo. Il suo viaggio attraversa lo spazio, osservando la terra dall'alto e il ruolo sempre più importante delle donne, ma anche il tempo, ripercorrendo frammenti della sua vita: la vocazione ad aiutare gli altri e quella di essere libera di sognare e realizzare i propri sogni, nonostante le difficoltà e il conformismo della sua epoca. Lei vola alla ricerca di se stessa, oltre la diffidenza e la vanità effimera della fama.

Dall’8 all’11 aprile 2027
A UN "METRO" DA...
Il potere a pezzi
Scritto e interpretato da: Milena Aldini, Alessio Corso, Stefania Cancelliere, Claudia Mieli, Gennaro Russo
Regia: Milena Aldini e Gennaro Russo
Aiuto regia: Davide Ingannamorte

Oggi la vita è frenetica. Così frenetica che abbiamo smesso perfino di accorgercene. Corriamo da un impegno all’altro, convinti che ogni minuto sia indispensabile e che fermarsi significhi restare indietro.
Ma cosa accadrebbe se, all’improvviso, fossimo costretti a farlo?
Se proprio il tragitto che dovrebbe portarci alla meta si trasformasse nell’ostacolo che ci impedisce di raggiungerla?
Chi siamo quando ci vengono tolti gli impegni, la fretta, gli orari, le distrazioni? Quanto delle nostre giornate viviamo davvero e quanto, invece, è soltanto un meccanismo che ripetiamo senza più domandarcene il motivo?
Troppe domande, non pensiamoci troppo, dobbiamo scendere alla prossima fermata.

Dal 14 al 18 aprile 2027
BIANCANEVE NON SI SVEGLIA

liberamente ispirato a “Alan Turing e la mela avvelenata”

Con: Gabriele Cantando Pascali e Maria Concetta Borgese
Adattamento e regia: Guido Lomoro
Coreografie e movimenti scenici: Maria Concetta Borgese

Alan Turing è stato un matematico britannico considerato uno dei padri dell'informatica moderna: durante la Seconda Guerra Mondiale contribuì in modo decisivo a decifrare i codici cifrati nazisti, un lavoro tenuto segreto per decenni. Pochi anni dopo la guerra fu condannato per la sua omosessualità, allora reato in Gran Bretagna. Morì nel 1954 per avvelenamento da cianuro, accanto al suo letto una mela morsicata.

Alan bambino ascolta dalla madre la fiaba di Biancaneve. Da qui il testo procede su due piani che si intrecciano continuamente: le scene reali del dialogo tra Alan e la madre — intime, tenere e pungenti — e le scene oniriche dentro la fiaba, dove Biancaneve affronta la Regina cattiva, custode di uno specchio che ogni tanto prende voce. Le due dimensioni si specchiano e si contaminano progressivamente, avvicinandosi sempre più l'una all'altra, fino a sovrapporsi.

Lo spettacolo nasce dall'unione di due linguaggi espressivi, la parola e il movimento, che si alternano e si intrecciano lungo tutto il testo.

dal 22 al 25 aprile 2027
DEEP
di Giuseppe Coppola e Massimiliano Viola
Con: Giuseppe Coppola e Andrea Lami
Regia: Giacomo Cremaschi

«I giovani di oggi sono senza futuro»: sono le circostanze storiche a paralizzare una generazione o siamo noi a non essere abbastanza per realizzare i nostri obiettivi?

In un futuro post-apocalittico, la bomba atomica del 2030 ha distrutto città, vite e prospettive. I sopravvissuti vivono in comunità sotterranee, lottando per l'acqua, ormai rara e contaminata. Due giovani si incontrano presso uno degli ultimi pozzi rimasti: quando il secchio restituisce solo fango, rimandano il momento di affrontare la verità.

In quest'attesa emergono le loro visioni opposte: LUI, cinico e disilluso; ALTRO, idealista, aggrappato alla speranza di lasciare un mondo migliore al fratello minore. Scoprono che la paura di guardare il fondo del pozzo coincide con quella di confrontarsi con i propri limiti e le proprie fragilità.

Quando la malattia del piccolo Giorgio trasforma l'acqua nell'ultima moneta di scambio tra vita e morte, ALTRO uccide LUI per impossessarsene. Resta aperta una domanda: siamo davvero diversi da chi ha distrutto il mondo che abbiamo ereditato?

dal 12 maggio 2027...
TU!
-TECNOLOGIA UMANA-
Scritto e diretto da Matteo Fasanella
Con: Gianni De Feo, Evelina Nazzari, Serena Borelli, Mauro Toscanelli e Antonio Buonocunto
Una Produzione Teatrosophia

“Cosa lasciamo dietro di noi?”

2101. Dieci anni dopo la terza guerra mondiale, l'umanità vive un abbrutimento silenzioso: l'incontro umano è sparito, ogni esperienza è confinata al digitale, teatri e musei si sono spenti, sostituiti da un individualismo diventato abitudine.

Un giovane divulgatore, idolo del web, sceglie l'abbattimento imminente dell'ultimo archivio culturale fisico rimasto sulla terra come palcoscenico della sua diretta numero 1000. Ma quella sera, quattro testimoni del tramonto delle civiltà passate invadono improvvisamente il suo spazio: non ricordano chi sono, solo frammenti di parole — Creatività, Condivisione, Tempo, Reminiscenza.

Insieme al ragazzo, faticosamente, ricorderanno di essere i ricordi rimossi di Louis Jouvet, Marguerite Yourcenar, Stefan Zweig e Mary Shelley — e scopriranno che la memoria ha una sua volontà, e che la cultura cerca sempre un varco per trasmettersi. La condivisione, l'arte, la bellezza non servono a ricordare il passato, ma a rendere possibile il futuro.